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FIMMG: respinta la bozza della SISAC come base per il rinnovo dell'ACN. In assenza di una nuova proposta di testo si interromperanno le trattative ...
Lunedì, 27 Giugno 2016
La Segreteria Nazionale della FIMMG, riunita a Roma Venerdi e Sabato us., sentita la relazione del Segretario nazionale, concorda all’unanimità con la medesima e delibera che il documento proposto dalle Regioni alle OOSS come base di trattativa per il rinnovo della Convenzione, debba essere globalmente respinto per i seguenti motivi:
1) Il documento appare incoerente rispetto ai contenuti della legge 189/92 (L. Balduzzi), dell’Accordo politico tra Governo e Fimmg del 18 Maggio 2015, dell’integrazione all’atto di indirizzo recentemente approvato dal Comitato di settore, rispetto al contenuto dei confronti informali fra SISAC e delegazione FIMMG che hanno preceduto la convocazione ufficiale ed infine rispetto alle tesi, condivisibili, sostenute verbalmente dal Coordinatore della SISAC, dr. Vincenzo Pomo, nel primo incontro ufficiale di trattativa del 21 giugno 2016 di fronte alle OO.SS..
2) Il documento non è emendabile in corso di trattativa perché complessivamente avverso alla figura di un medico di medicina generale libero professionista convenzionato, non subordinato, organizzativamente e professionalmente autonomo a garanzia del rapporto di fiducia col cittadino, non ricattato sul piano disciplinare; principi questi fondamentali, cui la FIMMG non intende derogare, che hanno impedito il progresso delle trattative nei mesi e negli anni precedenti.
La Segreteria Nazionale della FIMMG, all’unanimità, condivide che debba essere richiesta alla SISAC la riscrittura completa del testo in maniera da renderlo coerente con i richiami di cui al punto 1 ed ai principi di cui al punto 2. In assenza la FIMMG non potrà che prendere atto della mancanza di volontà negoziale della controparte e riprenderà ogni più efficace iniziativa sindacale.
La Segreteria nazionale della FIMMG chiama il Governo a garantire il mantenimento dell’impegno dallo stesso assunto insieme alle regioni nell’accordo firmato con FIMMG e FIMP nella notte del 18 maggio 2015, che permise la sospensione dello sciopero proclamato. Accordo politico la cui abiura non potrà non essere indicata all’opinione pubblica come dimostrazione di inaffidabilità delle istituzioni di fronte a soluzioni utili a rispondere alle esigenze di salute della popolazione, specie delle fasce più fragili.
La Segreteria nazionale della FIMMG ritiene che non sia più rinviabile, nel rispetto di quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 178/15 che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 16, c.1, l.B della Legge 98/2011 e s.m.i.), la definizione delle risorse economiche disponibili per il rinnovo degli Accordi Collettivi Nazionali dei medici convenzionati, nell’ambito di un equo trattamento con gli altri professionisti della sanità e con l’impegno, anche se graduale, di concreti investimenti programmati per lo sviluppo dell’assistenza territoriale e della medicina generale, con particolare riferimento alla presenza di collaboratori di studio e infermieri, senza i quali non è immaginabile una crescita adeguata delle cure primarie al fine di offrire una idonea risposta assistenziale ai bisogni di salute dei cittadini, specie per i pazienti cronici, che la nuova riorganizzazione dell’assistenza sanitaria preveda siano sempre più affidati alle cure territoriali e non più a quelle ospedaliere.
Nel testo proposto si descrive un ruolo unico tra medici di famiglia e medici di continuità assistenziale che rimane mera enunciazione formale poiché privo degli strumenti contrattuali indispensabili ad implementare un modello assistenziale innovativo - che trovi elemento qualificante nella medicina di iniziativa - limitando in tal modo la capacità assistenziale che una Medicina Generale reingegnerizzata potrebbe offrire nei luoghi di vita dei pazienti, unica possibilità per mantenere la sostenibilità dell’SSN.
La Segreteria nazionale della FIMMG, pur riconoscendo alla SISAC i progressi compiuti per migliorare la qualità delle relazioni sindacali, non può fare a meno di constatare quanto le regioni siano lontane dalla capacità di formulare una programmazione sanitaria concreta ed omogenea, condizionate, come sono, da umoralità tecnocratiche, più attente a tutelare, ciascuno nel proprio feudo, interessi diversi da quelli dei cittadini e del SSN.
La stessa umoralità si ritrova in alcuni assessori che, rispetto all’art. 22 del Patto per la salute, portano la Conferenza delle Regioni a dichiarare la propria indisponibilità a intese con le OOSS nel momento in cui queste esprimono contrarietà e forti preoccupazioni, anche sul piano normativo, sulla proposta di formazione specialistica (medicina della comunità e delle cure primarie, di medicina interna e discipline affini) in medicina generale che determinerebbe una completa rinuncia a quel ruolo formativo che oggi la Legge affida alle stesse Regioni. Una proposta umorale perché esclusivamente orientata a “fare un dispetto” alla medicina generale, un livello di politica istituzionale miserevole rispetto alle responsabilità che dovrebbe assolvere.
In particolare, appare evidente la assoluta assenza di una programmazione specifica per l’area della medicina generale. Le Regioni, infatti, non tengono in alcun conto il gran numero di medici che nei prossimi anni andrà in quiescenza e che richiederà l’inserimento di nuovi medici di famiglia già formati.
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